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IPOCONDRIA COLLETTIVA

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Nel corso della storia il concetto di salute e malattia hanno subito una profonda trasformazione.

Fino a pochi decenni fa la vita e la morte erano vissute dagli uomini con rassegnato fatalismo, condizionati dall’imprevedibilità della sorte , il destino di ciascuno di noi accettato come qualcosa di ineluttabilmente determinato da eventi naturali e sovrannaturali.

I grandi progressi della Scienza hanno fatto si che alla Medicina moderna sia stata ,almeno nell’immaginario collettivo , progressivamente attribuita una sorta di onnipotenza , capace di guarire ogni malattia, evitare ogni sofferenza , prolungare all’infinito la vita biologica. .

La vita , persa così la sua dimensione di sacralità ed imponderabilità , si è sempre più identificata con il concetto di salute e come tale va progettata, protetta, preservata ad ogni costo.

Lo sviluppo scientifico ha indubbiamente creato e diffuso un benessere crescente , a cui ci si è comprensibilmente abituati e di cui la sofferenza e la malattia rappresentano la più insidiosa minaccia . Ed è per questo che la società attuale appare sempre più ossessionata dalla prevenzione .

L’industria non ci ha messo molto a capire quale fonte di profitto potesse essere questa ansia di salute : nel 2002 l’incipit di un articolo comparso sul British Medical Journal diceva : “ si possono fare molti soldi dicendo alle persone sane che sono malate “.

Così abili strategie di marketing industriale diffondono continuamente attraverso i media migliaia di informazioni sulle malattie , sulle diagnosi , sui farmaci e sulle tecnologie più moderne , trasformando i cittadini in oggetti di consumo sanitario , trasformando i sani in potenziali malati e alimentando l'iperconsumo di tecnologie sanitarie.

La responsabilità del continuo ricorso ad esami spesso inutili va in parte attribuita anche alla “medicina difensiva” , espressione coniata per descrivere la tendenza dei medici ad iperprescrivere esami diagnostici , non per reale necessità, ma per non essere accusati di negligenza o di “malpractice” e sottrarsi così al rischio di contenziosi giudiziari. Da un'indagine condotta negli USA nel 2002 , il 79% dei medici dichiarò di prescrivere più esami di quanto sarebbe stato richiesto da una valutazione clinica obiettiva.

D'altronde i giornali e le trasmissioni televisive non mancano di raccontare con dovizia di particolari episodi di vera o presunta malpractice , prima ancora che siano accertati i fatti, facendo spesso giustizia sommaria.

In Italia ci sarebbero 12 mila cause pendenti contro medici ed Asl , ma il 90% di esse sono archiviate prima della fase istruttoria per mancanza di elementi tali da giustificare il prosieguo dell'iter giudiziario .

Alla luce di queste premesse scaturiscono alcune considerazioni :

1.      la vita non può essere privata della sua dimensione di imponderabilità che è parte integrante della sua essenza . Non a caso le origini della vita continuano ad alimentare un avvincente dibattito tra creazionisti e darwiniani . C'è ancora tanto da scoprire . Un po' di fatalismo non guasta , aiuta a stemperare l'ansia di sapere e prevedere tutto e subito .

2.      non possiamo non trarre vantaggio dai progressi scientifici conseguiti , ma la prevenzione va fatta con giudizio senza dimenticare la diagnostica al letto del malato , il buon senso , “l'occhio clinico”. In sostanza gli esami e le indagini strumentali devono servire a smentire o confermare un ragionamento clinico , non prescritte a tappeto a chiunque , indipendentemente da età, sesso , familiarità , storia clinica e sintomi ; il medico preparato è quello che prescrive gli esami in maniera mirata per arrivare alla diagnosi senza inutili sprechi anche perchè “in un mondo di risorse finite , ogni superfluo concesso ad un paziente è una necessità sottratta ad un altro”.

3.      Il SSN viene poco realisticamente considerato un Eldorado della salute e del benessere per tutti. Questo messaggio troppo ottimistico ha forse indotto i cittadini a pensare che l'ottenimento della salute fosse sempre e soltanto un diritto senza doveri . Certamente è più facile e comodo confidare in rimedi miracolosi che correggere lo stile di vita e le abitudini alimentari !

 

 

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